Transizione 5.0 nel 2026_ cosa è cambiato per le imprese

In breve Il credito d’imposta del Piano Transizione 5.0 (2024-2025) è concluso e le risorse sono esaurite. Dal 2026 le imprese possono accedere al Nuovo Piano Transizione 5.0, gestito dal GSE, che si basa su una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni agevolabili. Alcuni aspetti sono ancora in evoluzione.

Questa pagina fa il punto sulla Transizione 5.0 per le imprese. I riferimenti sono le pagine ufficiali del GSE sul Piano Transizione 5.0 e sul Nuovo Piano Transizione 5.0 e il D.L. 21 novembre 2025, n. 175.

Cos’è la Transizione 5.0

La Transizione 5.0 è una misura a sostegno degli investimenti delle imprese nella transizione digitale ed energetica dei processi produttivi. Il Piano è stato istituito dall’art. 38 del D.L. 19/2024, nell’ambito del PNRR (Missione 7, REPowerEU), con una dotazione di 6,3 miliardi di euro. Il GSE gestisce le procedure di accesso.

Il Piano 2024-2025: concluso

Il Piano 2024-2025 riconosceva un credito d’imposta per progetti di innovazione avviati dal 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025, su beni degli allegati A e B della legge 232/2016. Il progetto doveva ridurre i consumi energetici di almeno il 3% della struttura produttiva o del 5% del processo interessato (D.M. 24 luglio 2024, art. 4). La percentuale del credito cresceva con il risparmio ottenuto, dal 35% al 45% sulla quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro (art. 10). La riduzione dei consumi andava attestata con perizie tecniche asseverate ex ante ed ex post (art. 15). Tra i beni immateriali agevolabili rientravano anche i sistemi di monitoraggio continuo dei consumi energetici, il cosiddetto «energy dashboarding» (art. 6).

Il D.L. 21 novembre 2025, n. 175, convertito dalla Legge 15 gennaio 2026, n. 4, ha fissato al 27 novembre 2025 il termine per presentare le comunicazioni relative al credito d’imposta (art. 1, comma 1). Il GSE segnala che le risorse del Piano Transizione 5.0 e del Piano Transizione 4.0 sono esaurite.

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Dal 2026: il Nuovo Piano Transizione 5.0

Il Nuovo Piano Transizione 5.0, o iperammortamento, è previsto dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 427-436, Legge 199/2025). Il GSE lo presenta così:

  • a chi si rivolge: a tutte le imprese residenti in Italia e alle stabili organizzazioni di soggetti esteri, a prescindere da natura giuridica, dimensione, settore o regime fiscale;
  • che cosa agevola: l’acquisto di beni strumentali nuovi per strutture produttive in Italia, in due macrocategorie, la trasformazione tecnologica e digitale (allegati IV e V della legge) e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo;
  • in che modo: una maggiorazione del costo di acquisizione, valida esclusivamente per ammortamenti e canoni di leasing;
  • fino a quando: per investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028;
  • come si accede: con comunicazioni sul portale del GSE (preventiva, di conferma e di completamento), con perizia tecnica asseverata e certificazione contabile di un revisore legale.

Confronto tra il Piano 2024-2025 e il Nuovo Piano Transizione 5.0

Aspetto Piano 2024-2025 Nuovo Piano
Tipo di beneficio Credito d’imposta proporzionale alla spesa Maggiorazione del costo di acquisizione
Periodo Progetti avviati dal 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025 Investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028
Stato Risorse esaurite Operativo
Beni agevolabili Beni degli allegati A e B della legge 232/2016, con riduzione dei consumi energetici Beni degli allegati IV e V della legge 199/2025 e impianti rinnovabili per autoconsumo

Il Piano 2024-2025 era attuato dal D.M. MIMIT-MEF del 24 luglio 2024, artt. 4 e 10, e dal D.L. 175/2025; il Nuovo Piano deriva dalla Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026). Fonte: GSE, pagine Transizione 5.0 e Nuovo Piano Transizione 5.0, consultate il 26 ottobre 2026; Gazzetta Ufficiale n. 271 del 21 novembre 2025.

Gli elenchi dei beni, la misura della maggiorazione e le istruzioni per le comunicazioni sono nelle pagine del GSE: calcolo del beneficio, come accedere e documenti.

Cosa resta da chiarire

Alcuni aspetti del Nuovo Piano sono in evoluzione. Le ipotesi che seguono non sono norme in vigore: fino alla pubblicazione di nuove disposizioni valgono le regole indicate dal GSE.

  • Software in cloud: oggi i software fruiti in cloud e secondo modelli «as-a-service» non rientrano tra le spese agevolabili. Lo ha riconosciuto il Governo rispondendo a un’interrogazione alla Camera (n. 5-05448, giugno 2026), indicando che sono in valutazione soluzioni normative. Il 12 ottobre 2026 la Presidente del Consiglio ha annunciato che il Governo lavora a una misura fiscale per agevolare gli investimenti in software utilizzati tramite contratti cloud.
  • Legge di Bilancio 2027: il testo ufficiale non è ancora stato pubblicato. Tra le ipotesi in discussione ci sono una proroga di un anno del termine per completare gli investimenti, dal 30 settembre 2028 al 30 settembre 2029, e l’ampliamento delle spese ammissibili.

Da dove partire sul fronte energetico

Nel Piano 2024-2025 la riduzione dei consumi si calcolava rispetto all’esercizio precedente all’avvio del progetto, con dati di consumo misurati o stimati su dati tracciabili (D.M. 24 luglio 2024, art. 9). Anche al di fuori di un incentivo, conoscere i consumi di partenza è la base di ogni valutazione di investimento. Un software di management energetico aiuta a raccogliere e leggere questi dati, mentre la diagnosi energetica individua gli interventi prioritari.

Investimenti sugli edifici

La Transizione 5.0 riguarda gli investimenti delle imprese nelle strutture produttive. Per gli interventi sugli edifici, come pompe di calore o building automation, esiste il Conto Termico 3.0: le regole sono nella guida al Conto Termico 3.0 per PA e terziario.

Domande frequenti

Il credito d’imposta Transizione 5.0 è ancora disponibile?

No. Il D.L. 175/2025 ha fissato al 27 novembre 2025 il termine per presentare le comunicazioni e il GSE segnala che le risorse sono esaurite. Dal 2026 è operativo il Nuovo Piano Transizione 5.0.

Il Nuovo Piano Transizione 5.0 è un credito d’imposta?

No. È una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni agevolabili, valida esclusivamente per ammortamenti e canoni di leasing.

Chi può accedere?

Tutte le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni di soggetti esteri, per investimenti in strutture produttive nel territorio nazionale.

Entro quando vanno completati gli investimenti?

Gli investimenti rientrano nella misura se completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. La comunicazione di completamento va inviata entro il 15 novembre 2028.

Quali documenti servono?

Una perizia tecnica asseverata (o l’attestazione di un ente accreditato) e la certificazione contabile di un revisore legale.

Le energie rinnovabili sono agevolate?

Sì, gli impianti e i beni per l’autoproduzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili rientrano nella seconda macrocategoria.

I software in cloud o in abbonamento sono agevolabili?

Oggi no: il Governo ha riconosciuto, rispondendo a un’interrogazione alla Camera (n. 5-05448), che i software fruiti in cloud e secondo modelli «as-a-service» sono esclusi dalle spese agevolabili. Sono in valutazione soluzioni normative.

Il Nuovo Piano sarà prorogato?

È un’ipotesi in discussione per la Legge di Bilancio 2027. Fino alla pubblicazione della legge restano valide le date indicate dal GSE.

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